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"HERR GEVATTER" 
IN CENERE

Riflessioni sull'accaduto - di Paolo Dolzan

Quando ho comprato la locanda di Herr Gevatter ho  pensato si coronasse un sogno cullato da anni: creare una struttura per artisti che fosse un luogo di incontro e scambio trasversale sulle pratiche dell’arte. Riunire la pittura, la grafica, la scultura, la fotografia, la musica, la danza, la poesia e il teatro. Perciò il luogo doveva essere speciale, come la sua posizione, che doveva essere strategica in Europa.

Con pochissimi mezzi economici, ma grazie all’aiuto di sponsor privati che credevano all’iniziativa, dopo molti anni mi sono deciso ad avviare il progetto. La scelta del luogo fu la Germania, patria dell’espressionismo a cui sento di appartenere, e prima ancora del romanticismo, da cui tutto il capitolo dell’arte moderna ha avuto inizio.

La Sassonia, per la precisione; crocevia culturale e storico, ancora segnata dalla forte impronta del socialismo reale.

Nel 2014, anno dell’acquisto, i vasti appezzamenti agricoli erano già stati presi d’assalto dai colossi aziendali dell’agricoltura.

Restavano, come isole deserte, fattorie, vecchi teatri, ville, scuole in stato di degrado e di abbandono. In quel periodo visitai diverse strutture in attesa di trovare quella giusta.

Trovai infine la locanda di Herr Gevatter.

Il teatro era un pezzo unico di storia locale, di ritrovo sociale. Dopo l’acquisto trovai un vecchio ritaglio di giornale che spiegava il nome della locanda: “Herr Gevatter”; il “Padrino” era nientemeno di Napoleone, che vi soggiornò e prestò battesimo al bambino della locandiera, nato nei giorni della sua visita. Il vecchio teatro recava un affresco della vicina Dresda, dipinta negli anni ‘30;

prima dunque che le bombe incendiarie degli alleati nella seconda guerra mondiale piovessero sulla città dell’arte più bella della Germania. La “Firenze tedesca” venne rasa al suolo in quello che è ricordato come uno dei capitoli peggiori della guerra. Oltre all’affresco, il teatro con il soffitto a stucco, era riscaldato da magnifiche stufe prodotte dalle fucine

Wittgenstein. Il proprietario delle fonderie era uno degli uomini più ricchi dell’Austria; un magnate dell’arte che &nanziò il famoso Palazzo della Secessione a Vienna. Ma era anche, il padre del più noto filosofo.

Herr Gevatter era un luogo di storia, messo in vendita ad una cifra talmente ridicola, se paragonata al mercato degli immobili in Italia, con la quale a fatica acquisti un posto macchina in centro città. 1000 metri quadri abitativi, un ristorante, un teatro, gli appartamenti,

il pensionato, le stalle, fienile, magazzini, cortile e parcheggio annesso. Concluso l’acquisto programmai di rendermi un anno di pausa dal lavoro di insegnante per dedicarmi al progetto. Fu un anno intenso e difficile. Feci, è vero, il passo più lungo della gamba ma il desiderio di vedere aperto questo luogo di incontro delle Arti è un sogno che porto con me.

Scaduti i tempi del mio anno sabbatico tornai in Italia e in servizio come insegnante. Proprio agli inizi di questo anno 2020 avevo organizzato svariati eventi in aiuto al progetto, creando un vasto gruppo di sostegno di artisti, un programma di mostre e di

aste, accanto a conferenze e crowdfunding… ma come tutti noi sappiamo dal febbraio 2020 fu la volta della pandemia che iniziò a porre molte difficoltà in ogni iniziativa e programma culturale.

Nella serata del 12 dicembre sono stato chiamato dagli amici in Sassonia che mi hanno comunicato la terribile notizia che qualcuno è entrato senza permesso nell immobile Herr Gevatter ed ha causato un grave incendio.

I danni al tetto sono notevoli, come potete vedere dalle immagini.

E’ un incendio doloso? Un incidente,  una bravata ? Sì, senza alcun dubbio, dato che l’edificio si trovava senza servizi elettrici da un paio di anni.

Per l'accaduto provo dolore e amarezza.

Le persone che mi hanno conosciuto durante quell’anno in Sassonia, hanno sempre trovato la porta della locanda aperta, dove mangiare, discutere, divertirsi e costruire progetti.

Saranno certo incappati nella mia personalità un po' pazza ed eccentrica, ma mai in una sola occasione avrei pensato al fuoco.

Ho riflettuto in seguito a questo tragico episodio ed ho pensato che forse gli abitanti del luogo si sono sentiti “derubati” di un pezzo della loro storia.

O forse ho fallito le loro aspettative non riuscendo fino ad oggi a concretizzare il mio progetto. Ma è pure vero che se Herr Gevatter era per loro così importante, qualcuno avrebbe potuto acquistarlo prima di me. Non l’hanno fatto ! Qual’è dunque il problema?

Dall’anno scorso la struttura era visitata periodicamente dai fotografi che amano ritrarre i “luoghi abbandonati”.

Due amici di Meissen avevano le chiavi per accedere liberamente alla struttura, gestire gli appuntamenti

fotografici, organizzare ciò che artisticamente e culturalmente il luogo è capace di stimolare.

E’ stato il mio modo, dettato, è vero, dalle circostanze, di restituire gli spazi alla collettività.

Perché dunque bruciare Herr Gevatter? Perché danneggiare la memoria, la cultura ?

Herr Gevatter non deve andar perduto, il luogo e la sua storia.

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When I bought Herr Gevatter's inn, I thought a dream cherished for years would come true: to create a structure for artists that was a place for meeting and transversal exchange on art practices.

Bringing together painting, graphics, sculpture, photography, music, dance, poetry and theater.

Therefore the place had to be special, like its position, which had to be strategic in Europe, by car one hour from Lipsia, one from Dresden and two from Berlin.


With very few financial means, but thanks to the help of private sponsors who believed in the initiative, after many years I decided to start the project.

The choice of the place was Germany, homeland of expressionism to which I feel I belong, and even more of romanticism, from which the whole chapter of modern art began.

Saxony, to be precise; cultural and historical crossroads, still marked by the strong imprint of real socialism.

In 2014, the year of the purchase, the vast agricultural plots had already been stormed by the corporate giants of agriculture. There remained, like deserted islands, farms, old theaters, villas, schools in a state of decay and neglect. During that time, I visited several structures waiting to find the right one. Finally I found Herr Gevatter's inn.

The theater was a unique piece of local history, a social meeting place.

After the purchase I found an old newspaper clipping that explained the name of the Guest-House: "Herr Gevatter", the "Godfather" was none other than Napoleon, who stayed there and baptized the innkeeper's child, born in the days of his visit. The old theater bore a fresco of nearby Dresden, painted in the 1930s;

before the Allied firebombs in World War II rained down on the most beautiful city of art in Germany.

The "German Florence" was razed to the ground in what we remembering as one of the worst chapters of the II world war.

In addition to the fresco, the theater with the stucco ceiling was heated by magnificent stoves produced by the Wittgenstein forges.

The owner of the foundries was one of the richest men in Austria; an art magnate who financed the famous Secession Building in Vienna. But he was also the father of the best known philosopher.

Herr Gevatter was a place of history, sold for a price so ridiculous, if compared to the real estate market in Italy, 1000 square meters of living space, a restaurant, a theater, apartments, the boarding house, the stables, barn, warehouses, courtyard and attached parking places.

Once the purchase was completed, I planned to take a year off from my job as a teacher to dedicate myself to the project.

It was an intense and difficult year. True, I took the longest step of my leg but the desire to see this meeting place of the Arts open is a dream that I carry with me.

After this year in Wölkisch, I returned to Italy to continue my job as a teacher.

At the very beginning of this year 2020 I had organized various events to help the project, creating a vast support group of artists, a program of exhibitions and auctions, alongside conferences and crowdfunding ... but as we all know, from February 2020 it was the start of the pandemic Covid-19 that began to pose many difficulties in every initiative and cultural program.


On the evening of December 12th I was called by friends in Saxony who communicated the terrible news that someone entered without permission

inside the Herr Gevatter building…..Fire inside the Building


The damage to the roof is considerable, as you can see from the images.

 NOW thinking about…Is it an arson? An accident, a stunt?

Yes, without a doubt, given that the building had been without electrical services in the last two years.


For all that happened I feel pain and bitterness.


The people who met me during that year in Saxony have always found the door of the inn open, where they can eat, discuss, have fun and build projects.

They must have stumbled upon my sometime crazy and eccentric personality, but never on a single occasion would I have thought of fire.

I reflected on how I think it is normal following this tragic episode and I thought that perhaps the inhabitants of the place felt “stolen” of a piece of their history, or maybe I have failed their expectations by not being able to realize my project up to now.

But it is also true that if Herr Gevatter was so important to them, someone could have bought it before me.

They did not! So what is the problem?

Since last year, the structure was periodically visited by photographers who love to portray "abandoned places". Two friends of Meissen had the keys to freely access the structure, manage the photographic appointments, organize what artistically and culturally the place is capable of stimulating.

It was my way, dictated, it is true, by the circumstances, of returning the spaces to the community.

 So why burn Herr Gevatter ?  Why damage memory, the culture?


Herr Gevatter must not be lost, the place and its history.

 
 

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